CONCLUSIONI DEL CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE, GENOVA 2011

Για τους φίλους που ξέρουν ιταλικά: τα επίσημα συμπεράσματα του σεμινάριου ευαισθητοποίησης στην οικολογική-κοινωνική προσέγγιση των προβλημάτων από το αλκοόλ (μέθοδος Hudolin), που έγινε πρόφατα στην Γένοβα. Ευχαριστούμε τον Gabriele Sorrenti για το κείμενο. Στο κείμενο αυτό, που είναι συλλογικό και έχει εγκριθεί από την ολομέλεια των συμμετεχόντων στο σεμινάριο (διδάσκοντες και εκπαιδευόμενοι), περιγράφονται οι βασικές κατευθύνσεις της λειτουργίας των Κλαμπ Οικογενειών με Προβλήματα από το Αλκοόλ (ΚΟΠΑ).

Πρόσκληση σε φίλους από τα ελληνικά ΚΟΠΑ ή στους φίλους της ιστοσελίδας alkoologia.gr,  που ξέρουν καλά ιταλικά, για μετάφραση!  IM

Il testo degli conclusioni del Corso di Sensibilizzazione (Genova, Sett 2011) e estratto del Facebook di Gabriele Sorrenti, http://www.facebook.com/notes/gabriele-sorrenti/conclusioni-del-corso-di-sensibilizzazione-genova-26-settembre-1-ottobre-2011/10150375782690728?mid=539, amico della blogosfera. Gracie Gabriele!  Giannis Mouzas, servitore insegnante, CAT Iraklion, Grecia.

CONCLUSIONI DEL CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI (METODO HUDOLIN)

GENOVA,   26 SETTEMBRE – 1 OTTOBRE 2011

Grazie alla collaborazione dell’ARCAT Liguria e del CELIVO, con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, SIA Sezione Ligure e alla ospitalità della Parrocchia N.Signora del Rosario e del suo parroco don Massimo, si è potuto realizzare un Corso di Sensibilizzazione, che ha permesso un’approfondita e seria riflessione intorno ai problemi alcolcorrelati  e  complessi.

….

Il clima emozionale ha permesso di iniziare un cammino di cambiamento.

Grazie alle relazioni dei docenti, alle discussioni nelle comunità e nei gruppi, alle visite ai Club degli Alcolisti in Trattamento, si  traggono le seguenti conclusioni:

1 –    Il Club degli Alcolisti in Trattamento è una comunità multifamiliare inserita nel territorio e rispecchia la realtà della comunità locale; è composto da almeno due famiglie e un servitore-insegnante, ha come obiettivo il cambiamento dello stile di vita di tutta la famiglia e della cultura sociale esistente. All’inserimento della dodicesima famiglia, o se possibile una volta all’anno, il Club si moltiplica dando vita ad un nuovo Club.

 

2 – L’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi è fondato sul C.A.T.: Club degli Alcolisti in Trattamento; è un sistema dinamico aperto alla formazione, all’aggiornamento e alla verifica continua.

Il club offre alle famiglie con problemi alcolcorrelati l’opportunità di partire dai propri disagi per un cammino di crescita e maturazione.

I programmi alcologici territoriali hanno anticipato i contenuti dei piani d’azione dell’O.M.S. e vogliono contribuire in modo concreto alla riduzione dei consumi, modificando la cultura sociale e sanitaria e rappresentano un valido esempio di “Comunità Competente”.

Si auspica quindi il continuo impegno attivo delle famiglie nella convinzione che il CAT ha una funzione sociale.

 

3 –  La formazione e l’aggiornamento nell’approccio ecologico-sociale sono rivolti alle famiglie, ai servitori-insegnanti, alle comunità locali  e costituiscono la base essenziale per lo sviluppo dei programmi alcologici.

Il servitore di Club è insegnante nelle scuole alcologiche territoriali di 1°, 2° e 3° modulo, garantendo la formazione e l’aggiornamento delle famiglie dei club e contribuendo alla sensibilizzazione della comunità locale.

 

4 –  Il CAT opera attivamente per la protezione e promozione della salute nella comunità  locale, sviluppando una rete territoriale che faciliti l’ingresso alle nuove famiglie e favorisca il cambiamento della cultura sanitaria e sociale del luogo di vita e di lavoro.

L’ingresso delle famiglie nel Club deve avvenire attraverso un colloquio iniziale con il servitore-insegnante dello stesso Club.

 

5 – L’ approfondimento coinvolgente del lavoro di gruppo è strumento indispensabile per facilitare una riflessione sul proprio stile di vita e sulla disponibilità al cambiamento.

6 –  Il servitore-insegnante di Club è una persona che, dopo la settimana di sensibilizzazione, decide di mettersi al servizio delle famiglie e della comunità locale, nel campo dei problemi alcolcorrelati e della multidimensionalità della sofferenza umana, accettando quindi anche le famiglie con problematiche complesse, nella misura massima di 2 in un club di 12 famiglie.

Viene ribadito che quando un membro di Club diventa servitore-insegnante deve continuare la partecipazione, con la propria famiglia, al Club di appartenenza e che in caso di moltiplicazione dello stesso, non potrà assumere il ruolo di servitore-insegnante in nessuno dei due Club provenienti dalla suddetta moltiplicazione.

7 – I servitori-insegnanti di Club collaborano tra loro, costituendo una rete di confronto, sostegno e solidarietà. E’ richiesta la loro partecipazione alle riunioni mensili, con gli altri servitori-insegnanti e ai momenti di aggiornamento.

8 –  La spiritualità antropologica prescinde da qualunque ideologia politica, religiosa ed  economica e si esprime nei  Club degli Alcolisti in Trattamento  attraverso l’accettazione dell’altro con le proprie caratteristiche, promuovendo in questo modo la giustizia sociale e la pace.

9 –  Il Club è un’associazione privata.

E’ auspicabile che fra i Club e i Servizi Pubblici esista un’efficace e reale cooperazione, ma sempre nel rispetto della differente identità e dei rispettivi ruoli e competenze. Senza mai dimenticare che il club è delle famiglie.

10 –  I CAT cooperano tra loro e insieme concorrono a creare associazioni locali (ACAT) mantenendo comunque la propria autonomia e creatività, anche nei rapporti con gli enti pubblici e privati.

Si ribadisce che l’ACAT e l’ARCAT (associazione regionale dei CAT)  , sono al servizio dei Club per favorire il loro funzionamento e sviluppo.

Per favorire una migliore efficacia del lavoro dei Club degli Alcolisti in Trattamento nei propri territori è importante:

 

  • Avvicinare nuove famiglie al club, anche tramite l’impegno di ciascun corsista.
  • Moltiplicare i Club esistenti, con particolare attenzione alle zone più carenti del territorio dell’ARCAT.
  • Promuovere in spazi significativi (come gli uffici della Commissione patenti) l’esistenza dei club, attraverso volantini, brossure, etc.

….

Genova, sabato 1 ottobre 2011

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